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16/06/2008
 

MORTO UN GENIO NON SE NE FA UN ALTRO

apaz3

Quanto cazzo potevi disegnare ancora in vent'anni? Maledetto.

 

 

samurai

 

paz

postato da MaxTheRocker | 12:20 | commenti (2)


30/05/2008
 

COMIN' BACK FROM ALDILA'

Lo so, mille anni che non scrivo sul blog.
Però, almeno, è un periodo in cui provo a darmi un minimo di costanza & di disciplina con la scrittura in generale.
Qualche risultato - intanto - arriva. Perciò, se vi va di leggere un mio raccontino scelto tra i vincitori di Subway Letteratura, lo trovate qui.
E lo trovate, in versione cartacea, da maggio ad ottobre, nelle varie città che aderiscono a questo simpatico progettino (potrei, ma non ciò voglia di spiegare tutto, chè sono pigro. Se volete, le info le trovate sul sito).

A dire il vero, avevo provato a buttare giù un lungo post sull'omicidio (che - ovviamente - non ha nessuna implicazione politica) di Nicola Tommasoli.
Poi ho visto che sarebbe diventato qualcosa di chilometrico.
Che potevo inserirci qualcosa di nuovo ogni giorno. Le dichiarazioni di Tosi. Le dichiarazioni di Bussinello (hei, ma se non ha nessuna connotazione politica, questo avvenimento, come mai l'avvocato dei tipi è proprio Bussinello?). I titoli di quel giornale del cazzo che è L'Arena.
Le parole dei politici a livello nazionale. La cappellata di Fini che dice che sono più gravi le contestazioni alla Fiera del Libro di quello che è successo a Verona. I raid di giustizia privata organizzati dai cittadini, cittadini che in qualche modo - per colpa di qualcuno - dovranno pur essersi sentiti legittimati a fare delle oscenità del genere.
Non avrei finito mai. E' difficile avere il dono della sintesi quando stai per vomitare.
Per fortuna oggi ho letto Internazionale ("Comunista!") e ho trovato la vignetta di Gipi (che ha genio e dono della sintesi) che riassume in maniera perfetta tutto quello che volevo dire.
Et voilà:

gipi

(Traduzione, chè la scannerata non rende:
- Ehi Amnesty, fottiti!
- Che cazzo vuoi?
- Il nostro non è razzismo! Ignoranti!
- Studiatevi la storia d'Italia!
- Lo sapete che non siamo mai diventati una vera nazione?!
- Un vero popolo! Lo sapete? No? Ignoranti!
- E ora che abbiamo un sentimento comune ci rompete le palle?
- Qui non si fa del razzismo!
- Qui si fa l'unità d'Italia!)

postato da MaxTheRocker | 16:15 | commenti (3)


25/03/2008
 

VUOI ESSERE UNO DEGLI AUTORI DELLA PROSSIMA ANTOLOGIA LAS VEGAS?

Partecipa al nostro gioco, bello bello in modo assurdo.

Las Vegas edizioni (www.lasvegasedizioni.com) ti mette a disposizione il suo scintillante casinò letterario e un gioco completamente gratuito per mostrare il tuo talento.
Il premio? Potrai essere uno degli autori della prossima antologia di Las Vegas!

REQUISITI: possedere un sito o un blog. (Non hai un blog? Quale migliore occasione per aprirne uno!)

ISTRUZIONI: per partecipare alla prima selezione devi:
1) pubblicare questo post (esattamente così com’è) nel tuo
sito o blog. L’originale del post che devi ricopiare è qui [http://lasvegasedizioni.splinder.com/post/16142956/%21%21%21%21%21];
2)
mandare a gioco(at)lasvegasedizioni.com l’indirizzo (l’url, quella cosa che comincia con “http://”) del post di cui sopra, più quello di un altro post – uno solo: quello che più rappresenta il tuo stile e la tua volontà di scrivere – che vuoi sia letto e valutato dall’arcigno croupier. Non inviare nessun altro tipo di materiale. Sul blog di Las Vegas edizioni, www.lasvegasedizioni.splinder.com, saranno indicati, via via, tutti i partecipanti;
3) aspettare nuove istruzioni.

TEMPI: la prima selezione terminerà quando avremo raggiunto materiale a sufficienza (la scadenza verrà annunciata con qualche giorno di preavviso sul blog di Las Vegas). Se avrai giocato le carte giuste, sarai contattato per partecipare alla seconda fase.

PREMI:
il premio finale, al termine delle varie selezioni, è la pubblicazione nella prossima geniale antologia targata Las Vegas.

Signore e signori, fate il vostro gioco!

 

postato da MaxTheRocker | 17:44 | commenti (1)


13/03/2008
 

SEI SEMPRE IL NUMERO 1, SILVIO !

berlusconi_dito medioIo ormai non so più se vale la pena commentare:

La ricetta di Silvio Berlusconi contro la precarietà? Sposarsi un ricco. La battuta, cui il leader del Pdl non ha saputo resistere, era diretta ad una studentessa che ieri nel corso del programma "Punto di Vista" del Tg2 gli chiedeva come fosse possibile per le coppie giovani mettere su famiglia senza la sicurezza di un posto, e un reddito, fisso.

"Io, da padre - ha risposto Berlusconi sorridendo - le consiglio di cercare di sposare il figlio di Berlusconi o qualcun altro del genere; e credo che, con il suo sorriso, se lo può certamente permettere". Poi, ha elencato le proposte contenute nel programma del Pdl per aiutare i giovani, dalle agevolazioni sui mutui al piano-casa.

All'obiezione del conduttore della trasmissione, Maurizio Martinelli, che "di figli di Berlusconi in giro ce ne sono pochi" il Cavaliere, sempre sorridente, ha insistito: "Se dovessi dire qual è il consiglio più valido, penso sia quello che le ho dato all'inizio...".
(da www.repubblica.it)

Praticamente: la sinistra ti ha messo in ginocchio, rialzati Italia!
Tanto c'è già il buon Piersilvio che aspetta di metterti a pecora.

postato da MaxTheRocker | 17:09 | commenti (2)


21/02/2008
 

COSE BELLE, OGNI TANTO
(Proud of my beard)

Intanto, la barba cresce, e dopo quasi due mesi di incoltezza si raccolgono le prime soddisfazioni.
Tipo sabato scorso, mentre con la Eli mi stavo allegramente traghettando al Museo del Cinema.
Avevo il cappello di lana calato sulla capa - chè a Torino c'era un freddo dellamadonna -, avevo appena scoperto il posto in cui mi piacerebbe lavorare per l'intiera mia vita (lavorare! io! pfui! -- ma questa è un altra storia), e dunque sotto il cappello c'era il mio faccione, incorniciato da questa barba un pò into ze uàild, per capirsi.

Ci fermiamo a guardare la bancarella di un pakistano - o quel che resta della bancarella, visto che stava sbaraccando - e mentre facciamo per andarcene io faccio un cenno di saluto al paki, che per tutta risposta mi dice: "Ciao Osama Bin Laden, come stai?".
Son momenti che uno ricorda, diobùono.

E poi c'è questo: abcdiario

Tutte le infos le trovate qui.
Siete stati avvisati in tempo, quindi mettete da parte i soldini, che - come minimo - è tra le cose più belle che abbiate mai letto in tutta la vostra vita.

Coraggio!Non perdete l'occasione di farci diventare dei famosi e ricchi stronzi arroganti, perdio!

postato da MaxTheRocker | 18:25 | commenti (1)


24/01/2008
 

ESSERE MESSI MALISSIMO Vol. 39
(The show must go on)

morto"Perchè andare in cerca di storie, quando la realtà supera di gran lunga la fantasia?"

TRENTO - L'anziano fedele viene colto da infarto e muore sui banche della chiesa. Ma la Messa deve continuare. Accade a Trento, in una parrocchia di periferia dedicata alla Madonna Bianca, dove l'altra mattina un uomo di 86 anni, Pio Leita, si è accasciato sui banchi durante la Messa del mattino, vittima di un attacco di cuore fulminante che gli ha fatto perdere conoscenza, tra lo spavento dei presenti. Erano le 8 e 15 e subito è partita la chiamata al pronto soccorso, distante appena un paio di chilometri, ma il medico non ha potuto fare nulla per salvare la vita dell'anziano, da tempo sofferente di cuore: dopo quasi mezz'ora di tentativi disperati il rianimatore ha rimesso nella borsa gli attrezzi del mestiere e gli infermieri hanno fatto ritorno all'ambulanza, dopo aver coperto con un lenzuolo la salma dell'anziano che è rimasta ferma in mezzo alla navata.

Impossibile rimuovere il corpo senza l'autorizzazione del magistrato di turno, vietato spostare l'anziano fedele - un affezionato della Messa mattutina - prima dell'arrivo dei necrofori comunali. Che fare? Il parroco Mario Peron, un sacerdote benvoluto dagli abitanti della zona, ha invitato i fedeli a prendere posto e ha ripreso la celebrazione della Messa di fronte a un pubblico incredulo. Ma la foto del morto sotto il lenzuolo, pubblicata su L'Adige, con i fedeli che gli voltano le spalle per seguire la preghiera del sacerdote ha acceso le polemiche: sono molti, anche tra i cattolici, a scandalizzarsi per la Messa celebrata con un morto nella navata.

"Dovevano fermarsi" in segno di rispetto per quell'uomo. Ma lui, il parroco, si è giustificato: "Che dovevo fare? La Messa andava celebrata, non è giusto farne un caso. Solo chi non conosce il funzionamento della Messa non capisce le ragioni della mia scelta. Non potevamo fermarci, eravamo riuniti in chiesa e abbiamo pregato per lui".

I familiari dell'anziano non vogliono accendere polemiche mentre un figlio, missionario in servizio in America Latina, ha scritto che il padre avrebbe approvato il proseguimento della celebrazione: "Purtroppo non posso essere presente - ha scritto - ma mio padre sarebbe stato d'accordo con la prosecuzione della Messa". Questa mattina invece, ore 10, proprio in quella chiesa sarà celebrata un'altra Messa, quella funebre, durante la quale forse il parroco darà nuove spiegazioni. Chi è entrato nella chiesa l'altra mattina ha descritto una situazione irreale, con i fedeli che hanno seguito l'invito del parroco senza capire bene la situazione. Altri fedeli sono entrati nell'edificio religioso quando la messa era ormai quasi conclusa e non hanno capito che lì, sotto quel lenzuolo bianco, c'era il corpo senza vita di Pio Leita.

postato da MaxTheRocker | 11:55 | commenti (2)


22/01/2008
 

ESSERE MESSI MALISSIMO Vol. 34

Ma quanto male siamo/sono messo, se questa mattina - per un attimo - ho quasi appoggiato un'azione fassista?

Brividi.

Tensione durante la prima puntatasquadrista_2
Assaltata da decine di giovani la "bolla"
«La casa non è un gioco»
La struttura dove c'erano tre concorrenti presa di mira da un gruppo della Fiamma tricolore

ROMA - La "bolla" in plastica trasparente che a Ponte Milvio ospitava tre aspiranti partecipanti al Grande Fratello, in onda su Canale 5, è stata distrutta lunedì sera da un gruppo di circa 60 giovani che rivendicavano il mutuo sociale e protestavano per l'emergenza abitativa nella capitale, urlando «la casa non è un gioco», armati di coltelli e bengala da stadio.

LA RIVENDICAZIONE - L'azione «politica» rivendicata con un volantino dalla Fiamma tricolore per il diritto alla proprietà della casa, secondo quanto è stato reso noto dalla produzione del Gf, ha creato problemi di ordine pubblico e costretto i responsabili a trasferire i tre giovani nello studio di Cinecittà.

IN DIRETTA - I telespettatori si sono potuti accorgere di quanto stava accadendo, essendo saltato completamente il collegamento.

postato da MaxTheRocker | 22:46 | commenti


04/12/2007
 

SANTO NATALE LIVE @ VERONA

vauro_tosi

postato da MaxTheRocker | 16:53 | commenti


08/11/2007
 
WU MING TALKIN'

wumingDa Giap, la newsletter dei Wu Ming, sulla questione rom. Sottoscrivo ogni singola parola.

"Atmosfera da pogrom. Nel 1997 accadde qualcosa di molto simile con gli Albanesi - se non peggio, perché in quel caso non c'era nemmeno un omicidio con stupro a fare da detonatore, soltanto disperati che fuggivano in massa da un futuro di merda.

Siamo andati a ripescare gli articoli di allora: governo Prodi, Veltroni vicepremier, fiumi di inchiostro sul popolo di sinistra che si scopre razzista e tutto sommato non diverso dall'elettorato della Lega Nord, un decreto xenofobo varato su pressione del centrodestra e condannato dalla comunità internazionale (in quel caso la possibilità, per la nostra Marina, di bloccare navi albanesi anche fuori dalle acque territoriali italiane), infine una strage (terribile, più di cento albanesi morti annegati nel canale d'Otranto, quasi certamente speronati da una nave italiana, caso immediatamente insabbiato e rimosso dalla coscienza collettiva).

***

La sovrapposizione totale tra Rom e cittadini della Romania è un processo di "identificazione" che lascerebbe attoniti, se qualcosa fosse ancora in grado di attonarci.

I Rom non sono tutti rumeni e non tutti i cittadini rumeni sono Rom. I Rom in Romania sono il 2,46% della popolazione. Il nome "Romania" deriva dalla storia delle conquiste imperiali romane, mentre il termine "rom" nella lingua romané (lingua di ceppo indo-ariano) significa "uomo", anzi, più precisamente significa "marito" (e "romni" significa "moglie"). Esistono individui di etnia Rom in quasi tutti i paesi dell'Europa sud-orientale, e molti vivono anche in altri continenti.

L'identificazione surrettizia tra etnia e cittadinanza (oramai accettata anche "a sinistra") emana sempre un fetore nazista: gli ebrei non potevano essere tedeschi, polacchi, russi, italiani... erano ebrei e basta, quindi "allogeni", e il corpo sociale andava depurato da quella tossina. E una nazione che tollera un gran numero di allogeni non può che essere allogena essa stessa.

Peccato che in Romania gli unici veri "allogeni" siano i padroni italiani che hanno chiuso baracca e burattini in Italia per andar là a sfruttare una manodopera sottopagata e priva di diritti. Categoria di cui si è fatto rappresentante, poche settimane fa, il demagogo Beppe Grillo.

***

Sulla base di cosa, poi? Del fatto che i Rom/rumeni sono delinquenti, stupratori, assassini che hanno valicato i "sacri confini" della Patria e oggi seminano il terrore.

Peccato che stupro e ginocidio (= assassinio di donne) siano una specialità molto italiana. Secondo dati ISTAT del 2005, nel 20,2% dei casi denunciati (che a loro volta sono solo il 43% dei casi segnalati) lo stupratore è il marito della vittima; nel 23,8% il colpevole è un amico; nel 17,4% è il fidanzato; nel 12,3% è un conoscente. Soltanto nel 3,5% dei casi il colpevole è un estraneo.

Lo ripetiamo perché suona vagamente importante: soltanto nel 3,5% dei casi denunciati il colpevole di stupro è un estraneo.

E secondo il Soccorso Violenze Sessuali della Clinica Mangiagalli di Milano, il 50% delle vittime di stupri che avvengono in strada sono donne straniere.

Ma ovviamente fa notizia soltanto il caso (terribile ma sporadico) della donna italiana aggredita dallo straniero, dal barbaro, dall'allogeno.

Quanto agli omicidi, poco tempo fa il Procuratore di Verona Guido Papalia ha dichiarato: "Oramai uccide più la famiglia che la mafia."

In Italia i carnefici delle donne sono sei volte su dieci italiani, italianissimi, e agiscono tra le mura domestiche, con armi da fuoco o coltelli da cucina, strangolando o picchiando a sangue, appiccando il fuoco o annegando nella vasca da bagno.
La media italiana è di 100 uxoricidi all'anno.

Però il problema sono i rumeni.

Che razza di paese è quello dove il Palazzo e la Piazza si scontrano/incontrano/aizzano a vicenda sulla base della stessa condivisa ignoranza, senza pudore, senza rispetto, obnubilati da un razzismo e provincialismo ottuso, che fa sembrare Peppone e Don Camillo due illuminati cosmopoliti?

E' l'Italia. Non c'è modo di definirlo. Questo posto è unico al mondo e non regge paragoni, fa categoria a sé, ogni aggettivo è inadatto, superato dalla notizia di domani.

E nel frattempo?
Aspettiamo la strage?
Va bene, purché sia Democratica."



Segnalato nella stessa newsletter, anche l'editoriale di Valerio Evangelisti, da sottoscrivere in pieno pure questo:
http://www.carmillaonline.com/archives/2007/11/002437.html

postato da MaxTheRocker | 14:54 | commenti (1)


03/11/2007
 

ZE OKTOBERFEST CHRONICHLES part # 2

3. What we talk about when we talk abuot storna
A metà del primo birrone della mattinata, guardandomi intorno, quasi soffoco.
- O. Mio. Dio. - dico soltanto, e indico al Tigre un personaggio seduto qualche tavolo più in là.
Ora, sappiamo tutti che i germani non sono famosi nel mondo per essere arbitrii elegantiae; a maggior ragione chi come noi abita a Verona - invasa dal Tedescame per lunghi mesi - sa non stupirsi più di tanto per certi sandali portati sopra il calzino bianco, o per certe acconciature che vengono a visitarti - si direbbe - direttamente dai primi anni ottanta.
In ogni caso, visioni come quella di cui stiamo parlando, accadono solo poche volte nella vita.
Il Tigre è allucinato e mi prega di fare una foto.
Perchè non stiamo più parlando solo della celeberrima pettinatura chiamata comunemente triglia, o anche - più razzisticamente - à la albanese.
Qui siamo ad un livello superiore.
Siamo - perlomeno - ad un livello di supertriglia, unita ad un baffo spavaldo da pornoattore dei seventies.
Siamo a livello di primo idolo della giornata.
E nonostante le foto non rendano - e non possano rendere, santiddio! - giustizia a cotanta figura, ecco a voi cosa resterà, negli archivi del sottoscritto, di quella mirabile visione:

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(Da Supa Triglia in action: visione laterale)

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(Da Supa Triglia in action: visione frontale)

4. Travelling men
La giornata continua, tra stand pienissimi e polli arrosto mangiati come bestie.
Tra l'altro, il Tigre è l'unico uomo che riesce a finire un pollo arrosto in meno di un minuto. Giuro, io non mi ero ancora appoggiato al bancone dello stand per mangiare con un minimo di confort e lui l'aveva già finito, e si strofinava soddisfatto la pancia.
Con l'aumento del livello alcolico aumentano gli sketch, che sarebbe abbstanza difficile ricordare tutti.
In ogni caso, basta parlare italiano perchè una massa di connazionali ti si avvicini a chiacchierare. Niente di incredibile, visto che il 90% delle persone all'Oktoberfest sono italiani.
Il restante dieci per cento si divide tra tedeschi (quelli vestiti con gli abiti tradizionali), americani (solitamente quelli che non reggono l'alcool e li vedi sfondati vicino agli stand) e altre varie nazioni.
Comunque, si diventa subito tutti amici. Ci sono anche quelli che ti propongono - dopo che sanno che sei venuto in bus - di tornare a casa con loro in camper. - Tanto, - ti dicono - dobbiamo andare ad Arezzo, secondo me da Verona ci passiamo -.
Oppure vi invitano ad andare a dormire a casa di alcune loro amiche - conosciute un'ora prima - dove andranno anche loro e che, quando ve le presentano, le tipe, se sanno ancora come si chiamano è già un miracolo.
E se gli italiani sono - oggettivamente - abbastanza insopportabili fuori dall'Oktoberfest e senza qualche litro di birra in corpo, sono invece assolutamente essenziali per la buona riuscita della festa.
Senza lo stile italiano - diciamolo - l'Oktoberfest sarebbe una ingessatissima festa bavarese. Voglio dire, i tedeschi si mettono davvero in fila per entrare agli stand.
Mangiano wurstel improponibili e hanno un senso dell'umorismo che, in una scala da 1 a 10, raggiunge l'1 a fatica.
Perciò, quando scoprite che l'omino con la chitarra scordata che da ore sta improvvisando un concerto in perfetta solitudine parla la vostra lingua, siete fieri come lo siete stai poche volte:


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 (5. Parentesi vi emme diciotto)
Arrivati ad una certa ora del pomeriggio e con svariati litri di birra in corpo, anche l'uomo più sano e più controllato e più moderato e più puro e, non può fare a meno di notare le migliaia di ragazze che - spuntate come funghi - invadono gli stand nei loro abitini tradizionali.
Ora, l'abitino tradizionale per le donnine dell'Oktoberfest è provvisto di una scollatura ampissima piuttosto piacevole da vedere.
Non so se sia onesto, girare così in mezzo a delle belve sbavanti.
Mi sono sempre chiesto, anche, se sia una tattica per far bere di più i maschietti: tipo, perdo i freni inibitori e ci provo. O anche, avrò mai una fiqa del genere? E giù decalitri di birra, quando la risposta che t'arriva dal profondo è no.
O magari è solo entertainment, eh. Solo che sono ovunque.
Io - ripeto - ricevo dei messaggi dalla Eli che mi farebbero tornar a casa immediatamente anche a piedi, e sono quindi immune.
Ma il Tigre cade nella trappola, e in un delirio alcoolico riconosce in un tipa vestita di viola/rosa la donna della sua vita. Ed essendo io l'addetto alle riprese, filmo la sua futura sposa.
Esiste quindi un filmato (non postabile, troppo pesante) in cui interrompo, tra le altre cose, una neonata parentesi lesbo: si vede l'amore del Tigre che si abbraccia con una tipa vestita con una giacca in pelle, e che si baciano; dopo di che la tipa in giacca in pelle si ferma ad indicare qualcuno che sta filmando, cioè me, che agisco - come evidente - alla luce del sole, preoccupandomi più di non far cadere il boccale che avevo in mano che di altro.
Il filmato libidinoso lo invio su richiesta. A testimonianza, una foto in cui si vede di spalle la tipa in giacca in pelle. Dell'amore del Tigre spunta il faccino, e un braccio che tiene un boccale di birra. Questo per dire che non sono un menzognero, eh.

IMG_0373
6. Get back!
Ultime ore, ultime birre.
Regalini trash per parenti e amici.
Abbiamo anche il tempo per assitere ad un rissone, che mi viene quasi voglia di filmare. Poi mi appare l'immagine del nerd del negozio dei fumetti che filma con il cellulare nonno Abram mentre degenera in chiesa nel film dei Simpson e - disgustato di me stesso - lascio perdere.
A pochi minuti dall'ora di ritorno siamo devastati, come quasi tutti quelli che abbiamo intorno.
Torniamo verso il bus.
Il mitico autista ci aspetta già al posto di guida.
Qualcuno, sui sedili, già dorme profondamente.
All'ora di ripartire, arriva di corsa un ragazzo di massimo vent'anni con il cappello a forma di botte di birra che dice all'autista che non trovano più il loro amico, pure lui in bus con noi.
- Mi aspettate? - dice lui agitatissimo.
Gentleman si gira, tenendo sempre le mani sul volante, e ci chiede: - Volìo che lo spetemo? -
Per tutti, tornare a casa alle sette di mattina o alle sette e mezza non cambia, quindi decidiamo di aspettare.
- Davvero, oh, non partite - dice il ragazzo in para durissima, - finchè non vedete uno con il cappello a botte non partite, eh? Davvero, per favore, eh! Un quarto d'ora e lo trovo e torniamo qua! Aspettateci, eh! - e si immerge nuovamente di corsa nel flusso di gente.
E in quel momento l'autista si gira verso di noi e ci dice - Dèoghen, se volì mi parto anca subito, eh -.
Dopo un quarto d'ora il ragazzo torna. Da solo. Non riescono più a rintracciare il disperso neanche al cellulare.
Dopo mezz'ora l'autista decide di partire comunque: - Dèoghen, se no rivemo a casa doman de sèra.-
Fa un pò effetto pensare di aver lasciato qualcuno a Monaco.
Ma il Tigre guarda fuori dal finestrino e dice: - Guarda quanti balconi. La volta che mi sono perso io pioveva pure. Entrerà nel cortile di qualche condominio, come ho fatto io. E dormirà sotto un balcone. Dormire sotto un balcone dovrebbe essere un diritto di tutti -, e io non mi sento di aggiungere nient altro.

postato da MaxTheRocker | 20:01 | commenti (1)